Cannabis e memoria: tutte le proprietà neuroprotettive

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cannabis e memoria

Tutto quello che c’è da sapere su cannabis e memoria

Molto probabilmente avrai sentito dire che fumare canapa danneggia il cervello, provocando ripercussioni negative e irrimediabili sulla capacità di ricordare.

Ma è davvero così, oppure si tratta di un falso mito?

In questa guida analizzeremo in dettaglio il rapporto tra cannabis e memoria, precisando alcuni dei dubbi più frequenti tra questa piantagione e determinate funzioni cognitive.

Inoltre, illustreremo alcuni dei benefici del CBD, in particolare le sue capacità neuroprotettive.

CBD e memoria: alcuni miti da sfatare!

Quando si parla della correlazione tra cannabis e memoria, nella maggior parte dei casi si tende a rapportarsi a questa piantagione con una punta di scetticismo.

In realtà, la questione presenta vari gradi di complessità, che è bene precisare.

Innanzitutto, bisogna tenere presente che:

  • È errato pensare che esista un solo tipo di cannabis. Ne esistono svariati tipi, ma vengono comunemente raggruppate in due grandi famiglie: cannabis sativa e indica.
  • Ogni varietà ha caratteristiche diverse. Poiché esistono diverse specie di cannabis, è errato generalizzare rispetto agli effetti che queste possano produrre interagendo con il nostro organismo. Ciascun tipo di pianta, infatti, presenta peculiarità differenti, che dipendono dalla diversa composizione chimica di ciascun esemplare, ossia dalla quantità e dalla qualità dei terpeni e dei cannabinoidi presenti nella pianta.
  • Le piante di cannabis presentano oltre 200 cannabinoidi. I cannabinoidi sono delle sostanze chimiche prodotte dalle piante di cannabis, che definiamo comunemente come “principi attivi”. Nelle piante di canapa è possibile distinguere tra oltre 200 tipologie di cannabinoidi differenti, i più conosciuti sono THC e CBD. Entrambi hanno effetti benefici per il nostro organismo, ma esiste una grossa differenza di fondo: il THC ha effetti psicotropi, mentre il CBD ne è privo.
  • La canapa light è legale e non ha THC. Recependo una normativa comunitaria, il commercio della cannabis light è reso legale anche nel nostro Paese. Ciò è possibile per via della trascurabile quantità di THC presente nei prodotti commercializzati, pari allo 0,2%. La canapa light, dunque, non produce effetti psicotropi, ma mantiene i benefici del CBD. Le piante coltivabili sono incluse in un registro comunitario, che permette la diffusione a scopi terapeutici di esemplari privi di THC.

Che effetti provoca la CBD sulla memoria?

Fatta questa doverosa premessa, occorre precisare alcune questioni riguardo al rapporto tra cannabis e memoria.

Affermare che la cannabis danneggia questa funzione del cervello è impreciso.

Si può tuttavia affermare con certezza che:

  • La cannabis può avere effetti sulla memoria a breve termine, come risulta confermato da diversi studi. Si tratta di quelle informazioni automatiche, che vengono immagazzinate temporaneamente nel nostro cervello;
  • I presunti effetti della cannabis sulla memoria a lungo termine non risultano confermati.
  • Gli effetti della cannabis sulla memoria a breve termine sono Quest’aspetto è molto importante, perché è dimostrato ampiamente che le aree cerebrali responsabili della memoria a breve termine non risultano danneggiate.
  • Il CBD non danneggia la memoria. Gli studi, che hanno dimostrato eventuali effetti della cannabis sulla memoria, sono stati realizzati usando piante di canapa con una consistente quantità di THC. Gli studi condotti usando piante in cui fosse presente solo il CBD non hanno riscontrato tali evidenze.

Si può concludere, dunque, che il CBD non danneggia la memoria.

Cannabis e memoria: i 3 benefici del CBD

Gli studi che hanno indagato il rapporto tra CBD e memoria non hanno riscontrato controindicazioni nell’utilizzo di questa molecola.

In realtà pare che il Cannabidiolo mitighi in qualche modo gli effetti del THC.

Ad ogni modo, alcune proprietà del CBD possono rivelarsi benefiche per il nostro cervello:

  1. Interazione col sistema endocannabinoide. Il dialogo tra la cannabis e il nostro organismo ha inizio a livello neurologico, attraverso il sistema endocannabinoide.

Quest’ultimo è uno dei sistemi più importanti del nostro corpo e regola alcune delle funzioni vitali che svolgiamo quotidianamente, tra cui la memoria. Un aspetto molto curioso è che il nostro SEC produce da sé alcuni tipi di cannabinoidi: la cannabis, dunque, interagendo con i recettori del SEC è in grado di garantire un apporto ulteriore di cannabinoidi ristabilendo l’equilibrio delle funzioni vitali.

  1. Proprietà antinfiammatorie. L’azione antinfiammatoria del CBD è abbastanza conosciuta.

Questa molecola estratta dalle piante di cannabis interagisce col nostro organismo stimolando una pronta risposta immunitaria in caso di gonfiore, arrossamento e più in generale in caso di lesione dei tessuti. Ciò rende il CBD un prodigioso rimedio per il recupero da affaticamento muscolare e un ottimo alleato nelle terapie del dolore.

I suoi effetti si sono dimostrati portentosi anche nel caso di alcune malattie neurodegenerative come l’Alzheimer: infatti, i pazienti affetti da questa patologia, sono accomunati dal notevole incremento nella produzione di beta amiloide, proteina responsabile della formazione di “placche” a livello cerebrale.

Diverse ricerche hanno confermato che l’utilizzo di cannabis nei pazienti affetti da queste patologie, contribuisce a ingaggiare una pronta risposta immunitaria, riducendo sensibilmente i livelli di beta amiloide nelle cellule del sistema nervoso.

  1. Proprietà antiossidanti. Un’ultima considerazione rispetto alle potenzialità neuroprotettive del CBD riguarda una questione non trascurabile.

Infatti, risulta dimostrato che il CBD abbia capacità antiossidanti: questa molecola è in grado di contrastare la formazione dei radicali liberi nelle cellule e ciò la rende un alleato fondamentale nella protezione di queste ultime. L’azione antiage del CBD è molto apprezzata in ambito cosmetico, ma non dovrebbe risultare difficile comprendere quanto sia importante preservare l’invecchiamento delle cellule a livello neurologico.

Come scegliere la cannabis per migliorare le capacità neuroprotettive

Al termine di questo lungo viaggio che ci ha permesso di esplorare il rapporto complesso tra cannabis e memoria, possiamo affermare quanto segue:

  • Non esistono evidenze scientifiche per affermare che il CBD abbia effetti negativi sul cervello.
  • Alcuni studi dimostrano in che modo il CBD può avere capacità neuroprotettive.

Gli effetti del Cannabidiolo, dunque, risultano parecchio interessanti a livello terapeutico.

È a partire da questa consapevolezza che abbiamo dato vita a The Traditional CBD, un progetto nato in Calabria con l’obiettivo di diffondere i benefici del Cannabidiolo.

Tutti i nostri prodotti sono realizzati usando piante di canapa coltivate rigorosamente all’aperto, in Calabria, sfruttando i benefici del clima accogliente del mediterraneo, senza l’ausilio di pesticidi o diserbanti chimici.

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